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Applicare la legge è ormai considerato “rivoluzionario”

pubblicata il 20/03/2016

Dal sito dell'Unione, pubblichiamo.

Applicare la legge è ormai considerato “rivoluzionario”. Ecco una “rivoluzionaria” ordinanza del Tribunale nel processo "Mafia Capitale".

Il Tribunale di Roma, con una ordinanza del 17.03.2016 (il cui contenuto si allega in copia), ha riconosciuto che l’intercettazione tra avvocato e cliente è vietata e quindi non può essere eseguita: se la stessa è avvenuta in modo “occasionale” la stessa non può in alcun caso essere utilizzata ed i supporti vanno immediatamente distrutti, seguendo la procedura dell’art. 271 c.p.p. e non quella dell’art. 268 c.p.p., senza pertanto procedere neppure al deposito in modo da garantire l’inviolabilità assoluta delle comunicazioni con il difensore.

 

L’ordinanza del 17 marzo 2016, con cui il Tribunale di Roma, nel processo cd. “Mafia Capitale” ha riconosciuto che l’intercettazione dei colloqui tra avvocato e assistito è vietata e quindi non può essere eseguita, è stata accolta con grande soddisfazione dall’avvocatura penale, mentre la stampa non ne ha dato non solo risalto, ma in alcuni casi nemmeno notizia.

Il clima creato attorno al processo “Mafia Capitale”, e più in generale attorno all’avvocatura, è talmente surreale, da ritenere ormai quasi “rivoluzionaria” l’applicazione della legge da parte di un tribunale, quando la stessa attenga alle garanzie inviolabili del diritto di difesa e della funzione difensiva, previste appunto dalla legge.

Le intercettazioni illegali dei colloqui difensore-assistito sono una gravissima violazione dei più elementari diritti di difesa.

La dichiarazione di inutilizzabilità – dovuta per legge, non per “garbo” – avviene in una fase successiva, quella del processo, quando ormai la violazione non solo è già avvenuta (nella fase delle indagini) ma ha già pregiudicato l’inviolabilità del diritto di difesa, avendo portato a conoscenza degli inquirenti i colloqui riservati tra difensore e assistito avvenuti nella fase delle indagini.

 

Roma, 20 marzo 2016

 

                       Il Presidente                                                                                       Il Segretario

dell'Unione delle Camere Penali Italiane                                           dell'Unione delle Camere Penali Italiane

                    Avv. Beniamino Migliucci                                                                   Avv. Francesco Petrelli

Leggi l'articolo sul sito UCPI.

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